Era stato preannunciato come l’anno dei terremoti e secondo le previsioni degli esperti l’anno 2018 si è rivelato essere proprio caratterizzato da un costante aumento sia nel numero che nella intensità degli eventi sismici sull’intero globo.
In particolar modo l’ampia area della cosiddetta Cintura di Fuoco del Pacifico ha messo in evidenza un’attività notevolmente aumentata e tenuta sotto attento controllo dalla comunità scientifica.

La Cintura di Fuoco è un’area relativamente prossima alle zone costiere di Oceania, Asia e Americhe all’interno dell’Oceano Pacifico che si caratterizza da sempre per frequenti terremoti, si stima che questa fascia sia ogni anno teatro del 90% degli accadimenti sismici mondiali, quindi segnata da un’intrinseca instabilità geologica.

Anche le eruzioni vulcaniche sono molto frequenti in questa porzione di crosta terrestre, che nella sua estensione di circa 40.000 km raccoglie ben 452 vulcani, molti dei quali attivi. Tutti i fenomeni collegati all’attività sismica come ad esempio gli tsunami sono di conseguenza spesso concentrati in questa fascia.

Nei Paesi collocati lungo la Cintura di Fuoco, la domanda da porsi non è se si verificherà un disastro naturale, ma quando si verificherà.
Nell’ottica di una prevenzione consapevole, prepararsi in maniera organizzata agli eventi è tutto. Gli enti e le associazioni demandate nei vari Paesi alla protezione della popolazione e alla gestione delle emergenze hanno tra i loro compiti quello di studiare e pianificare le azioni di intervento e di formare il personale specializzato.

Nel 2018, non solo si è verificata una rapida serie di terremoti ininterrotti lungo la maggior parte della Cintura di Fuoco, ma anche il Monte Mayon nelle Filippine ha eruttato cenere nel cielo per oltre un mese. L’eruzione del Monte Sinabung, in Indonesia, è stata vista dallo spazio e il vulcano Fuego in Guatemala ha ucciso più di 100 persone in giugno.

Questi eventi recenti mettono in evidenza ancora una volta la necessità di dotare preventivamente gli edifici di equipaggiamenti studiati per l’evacuazione rapida, in particolar modo sedie di evacuazione.
In caso di terremoto gli ascensori spesso sono fuori servizio ed è fortemente sconsigliato utilizzarli per cui l’evacuazione su scale resta la sola via sicura da percorrere.